La Musica dei Nomadi ​“LASCIA IL SEGNO”

il nuovo album dei Nomadi ​LASCIA IL SEGNO
Beppe Carletti (foto Nomadi)

Beppe Carletti (foto Nomadi)

 Masterizzato allo Sterling Sound di New York da T. Jensen contiene, dopo 3 anni, soltanto BRANI INEDITI.
E’ la 42esima pubblicazione Album della band che affianca il lavoro in studio all’intenso live. Preceduto dal singolo “Non c’è Tempo da Perdere”, il Progetto lascia un altro importante segno nella discografica della band: nuove sonorità rock, contenuti attuali e diversificati dalle poliedriche interpretazioni.
 
La speciale confezione di questo progetto conterrà, oltre al disco, anche un prezioso libro da 60 pagine e una sorpresa che sarà ben gradita da tutti i fans della band.
 
Il percorso dei Nomadi inizia nel 1963, la forza della band sta nell’essere e vivere pienamente il presente traendo linfa vitale dalle radici ben salde del loro essere.
nomadi cicoE’ migliore, anche rispetto al penultimo “terzo tempo”. Nella foto sopra il chitarrista e animatore Cico Falzone, nella foto sotto il cantante Cristiano Turato
nomadi turatoIl primo tempo era quello di Augusto Daolio, il secondo tempo comprendeva anche il primo con l’interpretazione di Danilo Sacco, il terzo tempo li comprende entrambi nell’ottima interpretazione di Cristiano Turato (foto sopra), talento vocale ed emozionante come Augusto Daolio. Nella foto sotto il bassista e cantante Massimo Vecchi
nomadi massimovecchiC’è anche il percussionista e cantante Sergio Reggioli e il batterista Daniele Campani nelle foto successive:
nomadi reggioliNella foto sopra i Nomadi live: ai lati si intravedono Cristiano Turato a sinistra, Sergio Reggioli e Cico Falzone. Nella foto sotto c’è anche il batterista Daniele Campani (secondo da sinistra, poi c’è Massimo Vecchi, Beppe Carletti, Cico Falzone e Sergio Reggioli; il primo a sinistra è Cristiano Turato):
nomadi 19 tutti
10 brani inediti che affrontano tematiche importanti e profonde:
rubano le fate è dedicato alla corruzione e al potere e l’influenza che ha: “il giorno che rubarono anche i sogni, un sognatore smise di dormire, la sua valigia smise di partire. I resti li trovarono sepolti tra i titoli di fondo di un giornale. I responsabili però furono assolti. I furti erano sogni e non caviale.. E tutto andò come doveva andare. Chi con le penne d’oro a scriversi il futuro. E tutto andò perchè doveva andare. Chi con le spalle al muro, e tutto andò come doveva andare. Il giorno che rapirono le fate piansero tutte le donne, piansero lacrime d’argento, piansero e lo fecero in silenzio. Il riscatto fu pagato a rate, con l’aiuto della banca delle iene: i banchieri ci dicevano come sempre ‘ vedrete che andrà tutto bene’. E tutto andò come doveva andare”.
Chiamami è la speranza contro la solitudine: “ora che tutto è lontano, niente è a portata di mano e in questa notte di fuoco non c’è vento che asciughi il mio pianto, aspetterò, come la terra che aspetta la pioggia in siccità, come un sogno che aspetta di farsi realtà. Quando il buio trafigge le luci e un silenzio sconfigge le voci, arriverà, arriverà. E nel pianto ritrovi un senso, nel pensiero un nuovo inizio. E negli occhi ritornerà, nascerà la vita. Chiamami, mentre respiri forte fuori è già l’alba. Guardami, con te ad ogni passo, con te ad ogni strappo, io ci sarò e carcami in ogni piazza e cercami pe le strade: il mondo sarà la nostra casa”.
Tutto vero  è cantata da Massimo Vecchi ed è un inno alla vita: “libera al vento il tuo destino, corri nel sole del mattino, vivi di forza e di passione, senza mai vendere il tuo nome, perchè alla fine di ogni notte c’è un nuovo giorno che si accende. E’ tutto vero…A volte il bianco si tinge di nero, a volte confondi il falso con il vero, ti guardi dentro e sei diverso e certi giorni ti senti perso: apri le tue ali e tocca il cielo, taglia le sbarre al cuore, prendi il volo. Libera il tuo pensiero affinchè non sia stato solo un sogno, libera al vento il tuo destino, corri nel sole del mattino, vivi di forza e di passione senza mai vendere il tuo nome, perchè alla fine di ogni notte c’è un nuovo giorno che si accende, è tutto vero, tu che muovi il vento, libero ancora dal destino, non c’è ritorno dalla notte senza il sole del mattino, è tutto vero. A volte il tempo non risponde, a volte il mondo ti confonde, a volte torni per un momento ma non ti arrendi anche se tutto è fermo. A volte il sole ti sembra niente, non puoi gettare vita inutilmente, a volte il cuore si taglia dentro ma non ti arrendi anche se tutto è fermo. Apri le tue ali e tocca il cielo, vola con coraggio, è tutto vero“.”Dei 10 inediti dell’album, TuttoVero è fra i più energici, solari e positivi.
Un brano che propone il tema delicato e personale della realizzazione di se stessi, dei propri sogni, delle difficoltà che si pongono davanti al cammino malgrado le quali “mai vendere il tuo nome”, anche quando sembrano ormai perse tutte le speranze, anche quando intorno vedi solo nero, è necessario trovare, all’interno di te stesso, la forza per raggiungere la pienezza del “nuovo giorno che si accende”.
Realizzare il proprio sogno con tutto lo slancio possibile, con fatica e determinazione, ma con onestà d’animo e di fatto, è ancora più importante se non si è caduti nella trappola del sotterfugio e della falsità.
“LIBERA AL VENTO IL TUO DESTINO CORRI NEL SOLE DEL MATTINO”. TuttoVero fa parte di Lasciailsegno‬ il nuovo album dei Nomadi‬ uscito il 19 Maggio nei negozi di musica e digital store
Io come te è cantata da Massimo Vecchi, contro le violenze e “l’avidità, o qualche cosa che la presuppone, dai valichi d’Europa all’Africa sahariana, tra l’ebbrezza di un buon vino e tracce della storia umana, viaggiando a piedi scalzi, tra gente senza veli e tra uomini diversi a cui non è permensso stare in piedi. Lo sento ancora dentro quel battito costante, non viene dal mio petto ma da un posto molto più distante cercando un senso in questo mondo, trovarlo quando tocchi il fondo. Io come te, non c’è colore, non c’è razza, due occhi, un cuore, stessa faccia. E se a guidare la mia mano, non fosse la passione ma un sentimento fatto d’armi, odio e distruzione, mi accogo a cuore spento che questo non è tutto, non voglio più voltarmi, guardo in faccia e cerco il giusto superando le barriere e le diversità, cancellando le frontiere dell’ambiguità. Ogni vita ha la sua storia e vuole verità. Ogni uomo nasce uomo e chiede dignità”.
Tutti quanti a credere: Massimo Vecchi invita a diffidare da coloro che vogliono avere ragione e di “non essere ostaggio di una vita senza dignità”. E di non credere a tutto quello che ti viene raccontato, “tutti quanti a credere, leggere nel suo messaggio la menzogna di un miraggio, di una vita senza nuvole. Si ecco un altro re, e tutti pronti a combattere e credere nel suo coraggio, essere di nuovo ostaggio di una vita senza dignità. Si questo è un altro re, e tutti quanti a credere e leggere, nel suo messaggio, la menzogna di un miraggio, di una vita senza nuvole. Tra petrolio e grande finanza lui era lì, usava i figli della gente, chiedendo a tutti il loro sangue”.
Figli dell’oblio è una canzone eseguita da Cristiano Turato, che trasmette coraggio e forza d’animo “per lottare (trovare) il mio futuro, forse lo decido io. Ho creduto alle canzoni come credo in Dio, è un difetto? Io non penso. Volerò sfiorando le nuvole, il vento graffierà la pelle, non mi fermerà. Alzano la testa i figli dell’oblio ed ognuno grida il nome suo. Forse urlando stanno vivendo. Ridono le foglie quando volano nel blu, prova a imitarle, vola in alto anche tu: forse adesso sto sognando. Volerò sfiorando le nuvole, il vento graffierà la pelle, non mi fermerà e saprò trovare la strada, che tra polvere e fredde salite, mi porta da te”
Lascia il segno è una canzone positiva: “lascia qualcosa negli altri che parli di te, per te. Grande è quell’uomo che lascia una traccia di se. Respirando una vita che non va, stai cercando aria nuova e libertà. Guarda il mondo senza freni e va controvento, non c’è spazio per chi resta indietro, non puoi stare fermo qui. Soffocando quel dolore, ti domandi se ogni giorno ha un senso e ti piangi addosso…basta adesso! Non puoi vivere così. Senti la pioggia come cade su di te, senti il freddo come scalda tuoi piedi, nella strada c’è e nel cammino c’è un segno di te: lascia qualcosa negli altri che parli di te, per te. Grande è quell’uomo che lascia una traccia di sè
Animante è un invito a non soffermarsi sulle apparenze: “l’artista ignoto, forse un pò saccente, la sua crfeatività, tra le sue dita scorre impaziente e di notte scriverà ma di giorno riderà, giullare a volte cinico ed assente, perchè il mestiere suo è regalarti un’ora di allegrezza. Ma quello che non sai è che può vedere oltre l’orizzonte, ti dico che è così, sì…tu amala com’è. Pronti, via…Si apre il sipario e inizia una storia…fantasia. C’è invece chi pensa che si fa sul serio, che follia! C’è un altra vita in te, amica con il cuore di animante. Severe le parole della gente ma non vedranno mai le lacrime negli occhi tuoi animante, che magia se l’arte che hai dentro la porti per sempre con te”
Esci fuori (al mio paese) è un racconto e un invito a vivere: “Il tempo non si ferma, fa quello che vuole, lo sa il contadino che cura i suoi campi con il sudore e la fatica e in piazza il mercato sta sotto ai grandi ombrelloni, si fanno i conti e due parole. E gli occhi si vanno a cercare e la distanza si accorcia per fare posto ai sospiri. Piove per le strade, si corre, sotto questa pioggia che bagna, sente la vita che scorre felice e non si ferma, la pioggia che cade e la paura ritorna (per l’alluvione). Non chiamare Dio e non chiamare i Santi, per le colpe che porti e per le grida che senti: chiuso dentro a una stanza chi vuoi che ti senta, esci fuori”
Non c’è tempo da perdere “a difendere la tua libertà, a parlare della tua verità, c’è una strada da prendere: apri gli occhi e prova a scegliere e non c’è tempo da perdere. Quel che resta da prendere, insieme contro ogni dolore, insieme poi accenderemo il motore. E non ci sono più scuse, c’è solo il tempo di tornare insieme a sorridere per le strade, insieme a cercare una luce nelle case. Sento le grida dei talk show, è un gioco di mani sotto il tavolo, incantatori di serpernti: noi siamo le prede ma siamo pronti a trasformare ogni bugia in verità, a raccogliere da terra la dignità. C’è quel vuoto da colmare, allora alzati e prova a scegliere, non c’è tempo da perdere, quel che resta da prendere”
Buon Ascolto
Prossime recensioni direttamente da

Acetaia di Modena (12 giugno)

Gia pubblicato Expo2015 in FieraMilano a Rho e anche l’articolo Verso il Pò da Mantova e vitsita a Sabbioneta (Mn)

Buona Visione

Mirco
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...