Pop-Up, il nuovo cd 2015 di Luca Carboni

Musica: il nuovo lavoro 2015-2016 di Luca Carboni

Luca-carboni-pop-upTracklist
01. Luca lo stesso
02. Milano
03. Bologna è una regola
04. La nostra strada
05. Chiedo scusa
06. Dio in cosa crede
07. Tantotantissimo
08. 10 minuti
09. Happy
10. Epico
11. Invincibili

Il cantautore bolognese esce col suo nuovo lavoro, prodotto da Michele Canova. “Ho sempre preteso molto dal mio pubblico, perché mi è piaciuta l’idea di cambiare, anche quando in passato ero più al centro dell’attenzione”. E’ sempre lui. Riconoscibile e intimo Luca Carboni, che esce con il suo nuovo Pop-Up, undicesimo album di studio in trentun anni di carriera. Undici canzoni che compongono la tracklist che sono una più carboniana dell’altra, con il tema dell’amore come costante, al centro.

“La scelta di avere Michele Canova al mio fianco – spiega a ilfattoquotidiano.it – nasce più di due anni fa, prima di Fisico e Politico, l’album di duetti che aveva sempre lui alla produzione. Io cercavo proprio qualcuno che potesse tradurre in musica questa mia idea di fare canzoni usando le macchine, senza troppi strumentisti, un po’ come era successo nel 1992 e ancora prima con Forever, mio secondo album”.

Tratto da tgcom24: Per confezionare il nuovo prodotto discografico ha impiegato due anni, spostandosi tra Milano e Los Angeles. “Ho sentito l’esigenza di contaminare la mia musica con qualcosa di lontano dalle note d’autore – ha svelati – Il disco puo’ essere paragonato al mio secondo album, “Forever”, dove avevo avvertito lo stesso bisogno di contaminazione”. In scaletta trovano spazio anche due brani dedicati all’Italia: “Milano” e ‘Bologna. “Milano è il posto delle grandi possibilità, dove ad un certo punto ho anche pensato di potermi trasferire. Bologna invece è cambiata negli anni e ha tanti problemi come tutte le città, ma resta sempre magica”.

luca carboniTratto da LaRepubblica.it: due anni dopo “Fisico & politico” arriva questo bell’album che ci restituisce il Carboni migliore, quello anni ’80 – ma con suoni e ritmi elettronici moderni – romantico, intimo, allegro e anche ironico (“Nel tempo in cui ti prepari potrei comprare una canoa e pensare a tutti i film che mi sono piaciuti, in questi dieci minuti”). “Pop Up”, il nuovo album del cantautore bolognese, che dedica una canzone alla sua città Bologna: “Non è vero che qui non si crea e non succede più nulla”. Ma qual è questa regola di Bologna? «È una magia che nessuno sa spiegare. L’unicità che i bolognesi, ma anche i tanti che vengono da fuori, riconoscono a questa città e che però nessuno riesce a esprimere. Ce lo chiedono da sempre: ma cos’ha Bologna di speciale? Perché Dalla, Lolli, Carboni, Cremonini eccetera? E non sappiamo mai rispondere. In questa canzone cerco quella risposta, e non la trovo mica…».
Hai detto che è un po’ il sequel ideale di “Silvia lo sai”: «Bologna la cito spesso nelle mie canzoni e questa fa parte di una serie che, attraverso la mia città, raccontano altre storie. Anche inquiete o drammatiche. L’ho scritta insieme ad Alessandro Raina, che è venuto qui da studente, e le nostre sono due visioni che si fondono: quella di un bolognese e quella di uno dei tanti ragazzi che arrivano a Bologna nell’età delle grandi aspettative e ci restano fuori corso una vita.
Una città dove la gente si salva, si perde, si realizza, scappa».
E quant’è cambiata rispetto alla Bologna de “ La mia città”? «È cambiata come tutte le altre. Non si può dire che sia peggiorata mentre Milano, Padova o Vicenza sono migliorate. Non sono uno di quelli che sparano addosso a Bologna con la litania del non succede più niente, non si crea più nulla, non si vive più bene. Nel generale peggioramento, Bologna rimane sempre affascinante». Cosa c’è ancora da scoprire a Bologna? «Ora che vivo fuori, dalle parti di Savigno, e Bologna la frequento soprattutto alla luce del sole, la riscopro ogni giorno. Ci sono zone e strade che mi emozionano sempre. L’altro giorno, per esempio, mi sono fermato in via Galliera, così deserta pur accanto a via Indipendenza. Ho ancora una visione romantica, pittorica di Bologna». E di Luca Carboni cosa c’è ancora da scoprire?  “Vivo un bel periodo, è vero. Ci sono stati anni in cui ho scelto di fare meno dischi, io seguo sempre l’istinto. “Fisico & politico” avrebbe dovuto essere la prima canzone di questo album e invece poi abbiamo cambiato percorso, mi sono preso altri due anni, abbiamo fatto il tour per i 30 anni di carriera e ora torno con questo disco che continua un discorso già iniziato. La testa e lo spirito a questo tipo di scrittura ce l’avevo dunque già da un po’. E’ un disco, come dice anche il titolo, pop cioè diretto, anche se c’è una ricerca di suoni nuovi, soprattutto elettronici”.

E’ un ritorno alle origini, canzoni melodiche, testi coinvolgenti

Buon Ascolto

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