Il Saunista

La Salute in Sauna
La strada che porta al Paradiso in Toscana

La strada che porta al Paradiso in Toscana

Vi è mai capitato di entrare in Sauna (l’immagine sopra è del centro benessere Asmana, che si trova a CampiBisenzio tra Prato e Firenze), anche all’interno della palestra? Dovete sapere che ci sono delle regole basilari di igiene da rispettare che consistono 1->nel tenere tutto il corpo sull’asciugamano in modo che il proprio sudore, durante la permanenza in cabina, non venga a contatto con il legno (ti siederesti nello stesso posto dove ha sudato un’altra persona precedentemente? Sicuramente i funghi che ti procuri alla pelle ti ringrazieranno) 2-> non utilizzare il costume sintetico che utilizzi in piscina e dove è consentito utilizza sempre un indumento traspirante: il sudore deve essere libero di abbandonare il corpo e non essere trattenuto; 3-> è obbligatorio fare una doccia per togliere il sudore dal corpo prima di entrare in qualsiasi vasca, per lo stesso motivo igienico di cui al punto 1. Ringrazio il Centro per il benessere Aretè di Cavalese (val di Fiemme-TN) per avere per prima, adottato l’uso dell’indumento per Sauna non sintetico (ovvero traspirantiee non sintetico, quindi diverso dal costumi per piscina).
Pertanto condivido il racconto di Corrado Zanetti da “Scostumati – Confessioni di un saunista” di Corrado Zanetti AISA·Lunedì 6 giugno 2016
“Tormentano in continuazione le spalline. Riassettano le coppe. Aggiustano di qua, sistemano di là. Tirano sù, tirano giù. Litigano con la copertina corta cercando vanamente di coprire ciò che è già coperto. Si sentono più nude che sotto la doccia di casa. Lo fossero per davvero passerebbero inosservate, e nessuno noterebbe gli inestetismi corporei compresi tra un pezzo di tessuto e l’altro.
La censura tessile toglie il velo all’ipocrisia di una pretesa tutela della privacy che finisce per non rispettare nè il decoro imposto dalla natura del luogo nè l’abc del benessere. E nemmeno l’igiene. Sono i liberi frequentatori dei sauna center ‘tessili’. Multicromatiche e stonate presenze che deambulano incerte e scomposte nei corridoi delle spa come fossero a bordo piscina.
Il cilicio sintetico aiuta ad espiare una femminea doppia moralità a carattere stagionale: desnude a la playa in estate, implasticate in sauna il resto dell’anno.
Sì, è lo stesso costume della scorsa estate al mare: quello viola con le foglie lanceolate purpuree, wow! E quello oro con la rosa in mezzo ai seni, doppio wow! Pure il duepezzi spaiato, rosa sotto e grigio a fiorellini sopra. Bianco con le paillettes argento, arancione spento, con o senza fiocchetti, con le spalline o la fascia. Nemmeno se all’entrata avessero messo lo scatolone degli scampoli in svendita.
È il costume da spiaggia, insomma, quello con i bordi arrotolati in mezzo alle natiche e l’orizzonte dello slip abbassato sul pube fino al tramonto.
Anche il contenuto molle è lo stesso, ma in sauna tutto cambia. Ciò che nel carnaio del bagnasciuga serviva a mostrare, nei templi del wellness ha la pretesa di celare. Un frastuono visivo che grattugia la silenziosità dei comportamenti che in ogni centro benessere vorresti trovare non solo scritta sul cartello delle ‘regole’ per i gentili ospiti.
A volte fatico a capire dove mi trovo: se in una spa o in un parco giochi acquatico, sulla spiaggia o alla piscina comunale. Costumi di tutti i tipi, tutti rigorosamente sintetici, con i lustrini, ascellari oversize con le ‘petoline’ a testimoniare l’ingiuria degli anni. Costumi da sabbia o da cloro, ‘speed’ interi da piscina olimpionica. E per lui bermudoni a fiori esotici e bragoni da surf, vanno bene anche quando devi passare il tosaerba in giardino.
Un campionario da bancarella cinese che entra indisturbato in molte saune portandovi una igienizzante ventata di ‘freschino’, con la stessa chiassosa cortesia verso gli ospiti in cerca di relax che potrebbe avere un corteo di Carnevale in chiesa. Scostumati!
Appena li vedo già sò che non riuscirò a rilassarmi. Lo ammetto: la loro disturbante presenza mi mette a disagio, l’invasione di cotanta sciatteria mi deprime. Cerco nella ‘libreria’ del centro benessere (ogni centro benessere di qualità ne ha una!), reparto fumetti per saunisti adulti, l’ultimo numero del cartoon “In sauna con la mia amica Betty ‘a carogna”. Non ci posso credere: non ce l’hanno!
Mi rianimo incrociando sul corridoio bagnato (ma non passano mai lo scopone qui?) una donna sui quaranta che avanza con passo gentile. Ma cos’ha addosso? Sii, quello è un intimo da sauna come il mio, mica il tovagiolino di carta color antracite che fa fighi anche se ti aspetti che ti si strappi come un foglio di Scottex troppo inzuppato. No no, un vero intimo di cotone total black, il top del new look da sauna, design minimal, traspirante e natural come dev’essere, lo indossi e non lo senti, come un condom (che è di plastica!). La soluzione giusta, lo dico per chi gestisce i centri benessere, per tenersi i clienti pudici senza offendere i veri amanti del saunismo.
“Siamo già in due, se altri si uniranno possiamo fare la rivoluzione”, penso rinfrancato proseguendo verso la mia finlandese. Galvanizzato dall’essermi imbattuto in un’anima gemella di cui non volevo perdere troppo bruscamente il ricordo, mi giro.
Non avrei dovuto farlo, non ci si gira mai a guardare le signore in un centro benessere, e la ragione principale è che potreste avere delle brutte sorprese, come vedere ad esempio un innovativo intimo da sauna ridotto a filo interdentale.
Prendete nota stilisti del wellness, aspettiamo la nuova collezione”
Condiviso da Mirco
Altre informazioni le puoi trovare nell’articolo La Sauna
La frase più bella, secondo me, che identifica un maestro di Sauna è questa: (di Corrado Zanetti, tratto da “l’esame“) “Se credi di poter diventare un Maestro di Sauna devi avere già almeno imparato a conoscerti. Sei tu che, prima di pensare a prendere in mano un asciugamano, dovresti chiederti se sei persona generosa e aperta, spinta a dare piuttosto che a chiedere e pretendere. Se hai un cuore di pietra o se trai energia dal ben/essere che puoi dare ad altri.
Sei tu che devi sapere che durante un Aufguss tutto diventa ipersensibile e che ogni tuo gesto comunica un’emozione, positiva o disturbante che possa essere, e che ogni minima espressione del tuo super-io può assumere i connotati di un atto ostile ad una piena condizione di relax.
Fare un Aufguss significa costruire un’opera di benessere giocando sugli equilibri di molti fattori – fisici e psichici, sensoriali, ambientali, comunicativi – la cui gestione complessiva e sinergica è piuttosto complicata e difficile da riprodurre al meglio se non dopo anni di pratica. Il diploma di Aufgussmeister attesta che ti sono state trasmesse le basi conoscitive e comportamentali per condurre correttamente un rituale in sauna, niente di più; se sarai un vero Aufgussmeister, un mezzo Aufgussmeister o un Aufgussmeister quaquaraquà sarai tu a dimostrarlo, anche se nessuno dovesse venire a dirtelo…i veri Aufgussmeister non sono quelli “più bravi”, ma tutti coloro, principianti compresi, che davvero lo vogliono essere non per se stessi ma per gli altri, perchè sono gli unici che hanno qualcosa da dire e nulla da dimostrare, quelli che non si accontentano di aver fatto un “buon” aufguss, ma che si dedicano costantemente a migliorare la propria comunicatività, e che mettono la tecnica di sventolamento al servizio di un’emozione.
In proposito di maestri di Sauna e Aufgussmeister, sempre di Corrado Zanetti vi riporto alcune tracce dall’ottimo resoconto dal titolo ‘Gli accappatoi neri’ su cosa succede in Sauna durante un Aufguss in un campionato, nello specifico a CampiBisenzio premettendo cheho scoperto la coinvolgente potenza emozionale e comunicativa che un Meister puó generare mettendo in relazione aria, aromi e suggestioni, racconti, poesia, letteratura, teatro, arte. Ho visto (poche) cose meravigliose, ma sto vedendo nelle saune, sempre piu frequentate, gente nuova, attirata dagli Aufguss, e clienti dei centri sempre più consapevoli e cercatori di emozioni e di esperienze totalizzanti, fino a piangere ricevendo aria con una musica particolare, un’attenzione personale del meister, una drammatizzazione teatrale. E vedo avvicinarsi alle saune, grazie agli Aufguss, anche sempre più giovani, figli e figlie adolescenti con i genitori senza costume. L’Aufguss unisce, forse non sarà più quello di una volta, ma unisce persone, anime e generazioni”.Ecco il racconto: “Gli accappatoi neri entrano in sauna per ultimi, quando il Caronte Pesce ha ultimato di traghettare tutti dentro il girone sudatorio. Sanno già dove posizionarsi, il loro posto è lì, presidiato dai loro asciugamani grigi: tre sulla prima panca, uno a destra, uno a sinistra e uno al centro, il quarto sta su a fare l’anemometro, a misurare l’intensità del vento negli strati alti dell’atmosfera. Non sorridono quasi mai e non capisci cosa pensano.
Inintelliggibili depositari del Verbo dell’Aufguss, gli accappatoi neri hanno lo sguardo fisso sui meister, non li mollano un attimo, seguono ogni loro movimento pronti a registrare ogni più piccolo scartamento dall’ortodossia, e a fine gettata se ne escono in silenzio per andare a ritirarsi nel loro piccolo conclave a decidere con un algoritmo dei meriti e delle pene.

Sono i giudici del Campionato, uomini e donne segnati da una condizione esistenziale ingrata quanto necessaria che li condanna alla solitudine. Sanno di poter far male con le loro sentenze, di esporsi alla contestazione dei “condannati”, che si ritengono ovviamente sempre vittime innocenti, come da consolidata tradizione giuridica di questo Paese di santi, poeti, marinai e sventolatori. Si assumono la responsabilità di stroncare le speranze e le pretese di “senatori” e reclute, e quella di aprire la strada a nuove carriere.

Sono dunque in grado, cari saunisti che avete visto all’opera gli Aufgussmeister che hanno partecipato lo scorso week end alle finali del Campionato Aufguss Show 2016 WM, di spiegare a voi che avete fatto il tifo per i vostri beniamini, che vi siete emozionati per i loro racconti, che vi siete liquefatti nel bollente turbinio dei loro asciugamani, come ragionano gli accappatoi neri.
  • Zum erste la professionalità, che inizia dalla sicurezza degli ospiti in sauna. Obbligatorio dichiarare le essenze per dare modo ai partecipanti al rito di non incorrere in eventuali reazioni allergeniche; mai dimenticarsi di annunciare la durata dell’aufguss, “così la gente si prepara” confessa il giudice, così come importante è dire che chi vuole uscire dalla sauna lo può fare in qualsiasi momento “perché non sapere che hai questa possibilità dà ansia”. Infine la doccia fresca finale, da ricordare in qualsiasi forma poetica si voglia ma da ricordare, sempre. E fin qui nulla di particolare. Il bello arriva ora.
  • Sotto tortura il mio giudice ammette – cito dal verbale di interrogatorio – che “è importante spiegare bene cosa si vuole presentare. Si deve cercare di coinvolgere gli ospiti creando una atmosfera positiva, non dare loro insicurezza mostrandosi stanchi, rassicurarli sul fatto che le uscite rimangono sempre libere, trasmettere solo tranquillità, anche divertimento ma comunque imput positivi. Fare in sauna cose che possano rappresentare un pericolo, o compiere salti strani viene valutato negativamente. Gli aufguss migliori sono sempre quelli che trasmettono emozioni, che toccano il cuore delle persone.”
  • La scelta del tema. “Qualsiasi argomento sia, deve trasmettere benessere, perchè l’Aufguss è soprattutto questo, ricerca dello star bene.” La cosa mi interessa, e allora affondo il bisturi per strappare al mio povero giudice qualche ulteriore particolare. “Sì, posso anche far “morire” o uccidere una persona in sauna, come si è visto, ma dipende da come lo faccio, mai in modo brutale e troppo diretto. Io devo raccontare una storia, che ha un inizio, un durante dove comunque succede qualcosa, e una fine. Non basta un bel costume.”
  • Cerco di mettere alle strette il mio giudice e gli chiedo quanto conta parlare durante un Aufguss show. “La gente si inventa sempre cose nuove, ma parlare durante tutto l’aufguss può diventare pesante: ci sono infatti da gestire molti aspetti contemporaneamente, dal calore alle essenze, l’aria, il costume, gli elementi show. Dare troppi stimoli può diventare un elemento di stress per gli ospiti: una bella musica, una buona essenza, una buona aria, una buona tecnica e un Aufgussmeister che esprime positività sono già sufficienti, sono questi gli elementi che contano.” Se vi pare poco…
  • La tecnologia aiuta? “Ritengo che oggi via sia troppa tecnologia in sauna: lightscript sempre più sofisticati, saune sempre più moderne, schermi video: non abbiamo bisogno di tutte queste cose.” Stringo l’assedio e chiedo di fare una previsione sull’esito del Campionato: “Penso che qui vincerà non chi ha più tecnica ma chi riesce a raggiungere le persone emozionalmente”. Ecco, il mio giudice si è finalmente messo in buca da solo con il riferimento alla tecnica, penso che con un altro giro di ganascia finirà per confessare tutto. Così è. “Noi giudici ci siamo dati dei criteri, premiamo chi è più bravo nelle tecniche classiche. A livello internazionale, però, assistiamo a tecniche sempre nuove che però non sempre portano ad una efficace distribuzione del calore. Per questo abbiamo deciso di distinguere tra tecniche di sventolamento e distribuzione del calore, valutando le prime indipendentemente dal calore prodotto. Sono due criteri distinti”.
  • E le essenze? Per saperne di più su questo argomento faccio ricorso a due cc di siero della verità. Il mio giudice si scioglie, come volevo. “Abbiamo fatto un bel passo in avanti con gli olii biologici, i sintetici ormai non si usano più. La scelta delle essenze dev’essere coerente con il tema, il dosaggio giusto è quello che rende appena percettibile l’aroma e occorre sapere che gli aromi dei legni sono più persistenti e che rimangono più a lungo nell’ambiente. Bene anche le sinergie, nessuno le ha sbagliate e a pochi è capitato di bruciarle, siamo a un buon livello.”
  • Do you speak english Aufgussmeister? Tasto dolente, per molti ma non per tutti. “L’inglese è importante se pensiamo al campionato mondiale” – confessa il mio giudice, che non vede l’ora di potersi liberare di me. Dovrà aspettare, ho altro da scoprire. “La presentazione in inglese, però, non deve necessariamente essere lunga come la presentazione italiana. E’ sufficiente fornire le informazioni di base, quelle che riguardano la sicurezza e l’igiene. Ideale sarebbe capire l’aufguss senza dover parlare sempre. Non è obbligatorio ricordare la storia durante le gettate, importante è lasciare l’ospite libero di seguire anche i propri pensieri, non togliergli questa libertá”. Quanto conta la qualitá della “colonna sonora”, la play list di un Aufguss? “Anche con la musica si trasmette molto, ma i gusti personali dei giudici non incidono molto, valutiamo se i brani musicali hanno una loro coerenza con il tema, nient’altro”.
  • Domanda di genere: nel giudicare la prova di una Aufgussmeisterin è giusto, come sostengono alcuni, applicare parametri diversi da quelli dei colleghi uomini? La quantitá d’aria spostata non puó essere la stessa, ad esempio. “Non penso, non si è mai solo un Aufgussmeister: le donne hanno altre qualitá, per questo mi piacciono le coppie miste che sanno esprimere un’armonica unione tra forza e leggerezza.
Suona la campanella del prossimo Aufguss, il mio giudice è atteso in sauna e io sono costretto a liberarlo, ma ormai ne so abbastanza. Ora posso fare il giudice popolare consapevolmente e anch’io, con la mia molletta di legno, posso finalmente raggiungere la bollentissima “cantina” dell’Asmana. Mi resta solo un dubbio: quanto conterà il mio voto? Me lo dirà a fine Campionato, protetto dall’intimità dello spogliatoio, un altro giudice. Risposta secca: “Un decimo”. Mi basta, lo farò fruttare!”. (Corrado Zanetti, da “Gli accappatoi neri – Confessioni di un saunista”)
Dello stesso autore trovi un nuovo commento anche nelll’articolo Il corpo
Mirco
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