Piccoli fiocchi di neve

Luoghi in Trentino: l’altopiano di Lavarone-Folgaria

saunaIl Racconto che vi riferisco è una situazione unica ed eccezionale, che merita di essere raccontata: la storia è ambientata in Trentino, sull’altopiano di Lavarone-Folgaria. Per farvi ambientare e capire di cosa si tratta e, soprattutto, cosa state per leggere e stupirvi, vi anticipo che la storia si svolge a Malga Millegrobbe, in Località Millegrobbe, 38064 Lavarone – Trento (TN) Italy

+39 348 747 6813

aperto dal 15 giugno al 30 settembre e dal 1 dicembre al 15 marzo

dalle 8:00 alle 23:00

cartina-lavaroneCon il tuo racconto sono riuscito a vedere quello che hai visto e sentito tu, nonostante io non ci sono mai stato. E’ sicuramente un posto da visitare e da raccontare. Grazie per la testimonianza. Testo di Corrado Zanetti: “Certo, perchè il centro wellness della Millegrobbe è sì un’intuizione dei cimbri di quassù, nato dal volere dell’amministrazione comunale di Lavarone e dalla tenace simpatia e capacità del Massimo, il suo gestore (chissà se lo sciatore delle foto appese nella “Cimbra” è il vecio Osele?[il titolare]), ma accoglie anche la pratica del saunismo “alla tedesca”. Non serve altro per creare a 1470 metri di altitudine, in mezzo ai boschi, a 48 chilometri da Trento, 27 da Asiago, 85 da Vicenza e a 113 da Padova la magia del Grande Nord, un’esperienza di benessere ad alto valore aggiunto. Partecipare ad un aufguss vedendo nevicare fuori ti cambia altro che la giornata! Ne esci ricondizionato. Lo sfrigolio dell’acqua sul braciere mi riporta dentro la sauna e al mio aufguss. Mi abbandono all’essenza del pino cembro. Le tre foto in bianco e nero appese sopra la stufa, chiuse in una leggera cornice d’abete, il legno che riveste l’intera sauna panoramica, ritraggono uno sciatore d’altri tempi impegnato in una gara di slalom tra i pali grossi come li facevano una volta, con i bragoni e le racchettone ma la grinta dei pionieri dello sci alpino. Erano i tempi che di neve ne veniva tanta anche da queste parti, mentre oggi la si è dovuta invocare sui social. E’ la post verità del cambiamento climatico, che lèsina la neve nelle tradizionali aree settentrionali per andare a seppellire la parte bassa dello stivale, isole comprese”. Ad un certo momento, finito l’Aufguss, Corrado esce a rinfrescarsi all’aperto e immagina la stessa sensazione di essere toccato dalla neve, di essere all’aperto e di ricevere le particelle di neve: “L’aufguss mi inonda d’aria calda e sembra voglia farmi sentire l’impercettibile fruscio dei vèlmesan (miliardi di piccoli fiocchi di neve, non c’è vento fuori, scendono veloci e perfettamente perpendicolari all’orizzontale silenzio che copre la piana di Millegrobbe. Nella lingua cimbra si chiamano vèlmesan, i fiocchi di neve piccoli. Li osservo scendere, magnetizzato da quell’infinita e incessante trama di punti bianchi, attraverso le vetrate della nuova Sauna Cimbra del centro wellness “Millegocce” di Malga Millegruam/Millegrobbe). L’asciugamano del meister è il medium di un’esclusiva e rara combinazione: la sauna con la nevicata, il “video” più emozionante unito al brivido più libero che ci possa essere, la neve sulla pelle che emana una nuvola di calore. L’esperienza forse più immaginata e desiderata da ogni saunista “cercatore” si materializza inaspettata, scopro la magia del Grande Nord ad un’ora di strada da casa. Mi sospendo in quell’incanto”. Corrado poi si pone una domanda: “Che rumore fa l’asciugamano dell’aufguss? Che suono ha la neve che cade? Forse lo stesso rumore, la stessa frase armonica, fors’anche la stessa intenzionalità emozionale.” E il fruscio dei velmesan riesce a trasmettere emozioni e pensieri e a dialogare con Corrado: “i vèlmesan mi stanno parlando, mi raccontano di questo piccolo Grande Nord attraversato dalle slitte trainate dai cani, delle malghe del buon Vèzzena avamposti di un’economia di montagna capace di scoprire, sulla linea di quello che fu uno dei fronti più caldi della Grande Guerra, nuove vocazioni per un turismo consapevole, buono e giusto nei confronti dell’uomo e dell’ambiente. Oggi i vèlmesan sono in vena di confidenze, sembra che non aspettassero altro che cadere sulla terra per poter chiaccherare con i visitatori imbiancandone i cappucci. Mi raccontano che le vacche Rendena se ne sono andate da questi calmi pascoli quando persero l’allevatore che credeva potessero adattarsi bene anche qui. Mi dicono delle malghe che hanno chiuso la stalla, del bosco che avanza e si mangia i pascoli, dei mesi di magra dopo le folle dei fondisti e prima degli escursionisti in estate. Mi informano che da qui, quando smetteranno di cadere e cederanno il posto al sereno, posso girare con lo sguardo la cerchia di rilievi da Cima Vezzena al Portule, dal Verena ai Fiorentini, dal Becco di Filadonna al Gruppo del Brenta… e lontani echi di guerra la cui memoria è custodita nell’asburgico Forte Luserna.” Intanto “miliardi di vèlmesan alla fine della giornata fanno trenta centimetri di neve fresca e soffice, più che sufficiente per rotolarcisi nudi dopo un aufguss ben fatto.”

Il testo integrale è in Confessioni di un saunista-vèlmesan, da leggere.
Buona Lettura

Leggi anche l’articolo Il Saunista

Condiviso da Mirco
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