Liquori da bere in compagnia

Curiosità: assaggiando l’Assenzio e il Coca-Buton e il formaggio di Fossa

“Va spiegato che si tratterà di un piccolo assaggio, ma non si patirà, che a toglier la sete è destinato un Franciacorta per tutto il pasto (vedi foto sopra) e accompagnato anche da un buon formaggio di Fossa della Romagna e da un buon Legrein di Appiano (BZ, vicino a Merano).
Compirò 66 anni. E’un numero grande per chi ne ha 15/16 di meno, se poi son ancor più è suo diritto dubitar delle mie “facoltà” per quello che mi passa per la mente, e che stò per scrivere.
A me pare un numero un poco strano, di un 6 solo, più piccolo di quello del diavolo.
Pensando ai miei trascorsi, alle avventure, alle non poche gioie che fanno il pari con le delusioni, ai miei entusiasmi e ai miei dolori, e perché no alle passioni ed agli amori, a cominciar dal primo a 14 anni, per arrivar ad oggi, sempre con un nuovo amor.”

“Voglio esorcizzare questo 66, con un invito.
Ho chiesto a chi più incontro e un poco frequento, di venire a farmi compagnia per una serata, non poco stramba, che avrà come filo conduttore antichi e vecchi liquori, tutti distillati da infusi di erbe.
Alcuni dalle formule ancora segrete, tramandate da Cavalieri, Frati e Monache, Fate e perfide Streghe.” Che la festa abbia inizio:

Nella foto sopra il gustosissimo formaggio di Fossa proveniente da Solignano sul Rubicone (FC in Romagna): Onorato di avere partecipato alla più bella festa di Compleanno: Grazie della serata e Augurissimi. Il coca-buton che ho assaggiato era buonissimo (cocabuton, vedi foto sotto, mai sentito liquore più buono di questo: per fare un confronto è la weizen dei liquori) e più sotto ci sono anche le foto del rituale per bere l’assenzio, ma prima di tutto ciò, nelle foto sotto la vera sorpresa, il Coca Buton:

“Come digestivo, tenetevi forte la COCA !
Ebbene si la celebre Buton, sino a tutti gli anni 50 produsse un liquore distillato dall’infusione di foglie di vera Coca Boliviana.
Anche di questa, oggi non più producibile, abbiamo una bottiglia anni 50 Sigillo Stella.
Voglio rassicurarvi, e a questo proposito voglio raccontare cosa successe nel 1930.
La Buton effettua la prima spedizione in Brasile di 50 casse da dieci bottiglie, con la dicitura bella e chiara Coca Buton.
I solerti Doganieri sequestrarono tutto e il caso finì per settimane sui giornali di mezzomondo. Alla fine la spuntò la Buton, che avvalendosi e allegando i certificati di analisi del Prof. Rosso, docente di chimica presso l’Università di Bologna, dimostrò come la percentuale di principio attivo Cocaina era molto bassa e che anzi faceva di questo liquore un prodotto altamente energetico e benefico (spiegazioni a cura dell’Enologo Massimo Zaccherini).

1949/1959 RARO LIQUORE – COCA BUTON SIGILLO STELLA cc.1000 – alcol 36,5°
Sigillo Stella emesso dal 30/04/1949 al 15/06/1959
VERAMENTE INTERESSANTE E RARO QUESTO ANTICO IMBOTTIGLIAMENTO ANNI 50 – DELLA COCA BUTON di Bologna
La bella etichetta al retro riporta:
dalla rassegna dei Liquori Tipici Italiani –
“possiamo indicare quale vera gloria dell’industria liquoristica Italiana la COCA BUTON. La sua ricetta segreta sfrutta un originale e audace trattamento delle foglie della Coca Boliviana, la nota pianta da cui si estrae la droga esilarante usata in medicina.
E’ indubbiamente da questo principale componente che la COCA BUTON ritrae le sue spiccate doti di energetico efficacissimo.
La tecnica di fabbricazione ne ha fatto infine un liquore eccezionalmente gradito al palato, onore e vanto dell’industria Italiana, anche sui più lontani mercati esteri”

Grazie ancora per averci fatto conoscere un prodotto d’elite, che per quanto tale presumo che nelle bottiglie di produzione attuale non ci sia traccia della foglia di Bolivia. La bottiglia di Coca Buton prodotta oggi, con la produzione attuale, è diversa. Per spiegare la differenza “userò il paragone tra Brigitte Bardot e Lilli Gruber. La Bardot è autentica anche oggi, la Gruber, che pur mi è molto piaciuta, sembra un gommone”: infatti non è più possibile produrre Coca Buton, come la si faceva sino alla fine degli anni 50. “Mi spiegava un mio compagno di scuola che è stato un direttore tecnico alla Buton, come il liquore originale si otteneva, mettendo in infusione le foglie di Coca Boliviana, in alcol e brandy. Solo dopo mesi e una lunga stagionatura in piccole botti, si imbottigliava “l’estratto” ottenuto. Di conseguenza una piccola parte di “droga cocaina” passava nel liquore. Dagli anni 60 la legislazione l’ha proibito, oggi il Coca è sempre ottenuto da infusione di foglie di coca, ma poi “l’estratto” deve essere distillato a 70/80°. Distillando la piccola parte di alcaloide contenuta nel liquido viene dispersa, poi il distillato verrà ancor diluito a ca 38°. La legge è legge, oggi siamo costretti ad annoiarci alla guida a 130 all’ora. Io che sono un pò corsaro, vado sempre a 135. Negli anni 50 si poteva correre anche a 200 all’ora”

Nella foto sopra 1 bottiglia di Extrait d’Absinthe Pernot a 68°, dei primi decenni del 1900:
Liquore a base di Artemisia messo al bando in Francia, pensate, una prima volta proprio il 3 agosto 1914 e poi definitivamente il 7 gennaio 1915.
Storia dell’ Absinthe
Nei primi anni del 900 l’Assenzio venne bandito, come bevanda, dalla Francia, perché ritenuto una minaccia sociale, per i suoi ipotetici effetti di induzione alla follia, tra i numerosi abituali consumatori.
Come quasi sempre accade, il divieto rese ricercatissima la bevanda, prodotta fuori dalla Francia, in Spagna a Tarragona.
Oggi vengono di nuovo prodotti Assenzi, ma quelli d’epoca proibizionistica, distillati con alambicchi che sono divenuti archeologia industriale, come questo prezioso flacone di Absinthe 68°, sono autentiche rarità, per collezionisti molto esigenti ed Istituzioni Museali, che raccolgono i reperti di un Epoca che non esiste più.

Nella foto sopra e successive, il momento dell’apertura dell’Assenzio della Pernod con, a seguire, tutte le foto del rituale per bere l’assenzio:

Nella foto sopra l’apertura dell’Assenzio della Pernod: è un concentrato di gusto a 68°

Per questo motivo c’è un rituale per poterlo bere: La bottiglia viene filtrata e addolcita con una zolletta di zucchero, prima di raggiungere il bicchiere, vedi foto sopra e sotto:

Ora nel successivo passaggio avviene la diluizione con l’acqua e il colore dovrebbe passare da verde a color latte

L’assenzio è veramente buono diluito con l’acqua (quando i bluvertigo di Morgan cantavano l’assenzio dovevano conoscere le proprietà del liquore che ci ha descritto e fatto assaggiare il mio amico di Brixen, che fanno ancora ma non come quello che ci hai fatto assaggiare). Durante la festa si sono volatilizzati i miei occhiali, un’altra volta starò più attento a dove li metto affinchè non spariscano.

Leggi anche l’articolo sulla Storia dei liquori.

Auguri a Tutti

Mirco

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